martedì 24 marzo 2020

Diario della quarantena: giorno undici


Questa foto di Vincent Peal mi aveva emozionato ieri sera prima di andare a dormire. La bellezza della Grand Place, lo charme un po’ sguaiato della modella, il suo seno appena visibile, il vuoto assoluto intorno, la maschera antigas a proteggere il viso della donna: l’insieme trasmette un effetto di straniamento e, per molti versi, coerente con la crisi sanitaria che stiamo vivendo.






E mentre continuavo a guardare meccanicamente la mia bacheca su Facebook mi sono poi imbattuto su un gruppo che si chiama “Culture quarantine”. Si tratta di una pagina, presto diventata punto di riferimento, dove reperire una vasta gamma di offerta culturale, ovviamente virtuale. C’è un po’ di tutto, osservavo con un certo piacere. E la cosa era confortante.






E dopo, scorrendo ancora più giù il mouse, mi sono scontrato (esatto: scontrato) con un articolo che prefigurava alcune delle possibili conseguenze di questa crisi sanitaria, ponendo in particolare l’accento su quella economica, nel tentativo di trovare un giusto equilibrio fra “lockdown” e il collasso economico che si scorge all’orizzonte. 
E lo confesso, leggendolo, il quadro tratteggiato non appare affatto rassicurante, per dire il minimo. Sì, perché, per qualche ragione, l’attuale situazione di crisi e di panico generalizzato mi ha un po’ ricordato quando, a seguito di un incidente stradale, la persona coinvolta controlla subito se va tutto bene. Se sanguina, se l’eventuale passeggero lamenta qualche problema, ecc. 
E poi una volta realizzato che gli arti inferiori sono ancora ben saldi al busto e che si è trattato solo di un grande spavento (cosa che probabilmente sarà per la maggior parte della popolazione che non verrà toccata direttamente dal virus nel suo esito più nefasto), la nostra persona volge immediatamente l’attenzione ai danni subiti dalla macchina. E comincia ad imprecare.






Inoltre, tanto più la condizione economica della nostra persona sarà modesta, tanto più numerose saranno le imprecazioni che questa rivolgerà con lo sguardo rivolto al cielo.








Sia chiaro, dal mio punto di vista non sono in grado di vedere potenziali soluzioni. Ma il diario della quarantena undici oggi aveva questo nel menù. Lo so non è molto. Ma questo è.  

1 commento:

  1. "tanto più la condizione economica della nostra persona sarà modesta, tanto più numerose saranno le imprecazioni che questa rivolgerà con lo sguardo rivolto al cielo." ma quale arroganza da 4 soldi, oltre che noiosità mortale. Riposati e stacca la spina. Grazie.

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