domenica 22 marzo 2020

Diario della quarantena: giorno nove





Torneremo ad abbracciarci?
Oppure la regola della distanza sociale che osserviamo con un certo scrupolo lascerà poi un minuscolo sedimento da qualche parte nel cervello, una volta che tutto sarà finito?
Chi può dirlo!
“Distanza sociale”?.
Beh, non possiamo starci troppo vicini e sono orami molti gli eventi culturali irrimediabilmente annullati e allora qualcuno si è inventato il www.socialdistancingfestival.com/ e, cercando qua e là, ho scovato le immagini della fotografa messicana Carol Espíndola.










Doppia passeggiata. Una ieri sera dopo cena con il vento che tirava un pochetto e il freddo che ti costringeva a tirare su il cappuccio del giubbetto e ad accelerare il passo. Ed una oggi dopo pranzo con un sole piacevole che, al contrario, invitava ad indugiare; magari sedendoti sulle panchine. Ma oggi la “distanza sociale” non era soltanto una regola autoimposta di buona igiene, ma anche prescritta, la cui inosservanza sanzionabile dalla polizia che continuava a girare e ad avvisare attraverso il megafono che no, non si esce per prendere il sole. Anche se è primavera e c’è un sole che scalda l’anima.




Già, primavera. Ieri me n’ero completamente dimenticato. Immagino di non essere stato il solo. Anche se poi oggi quando ho realizzato del passaggio di stagione sono andato a cercare su Google “foto primavera” e non c’è dubbio che il famoso motore di ricerca ha affinato assai gli strumenti per restituirci quello che cerchiamo. Ma abbiamo ancora qualche speranza se pensiamo che tra le foto recuperate ce ne sono tre che in effetti sono attinenti zero.









Tra le ricerche suggerite c’era anche “le frasi di Mafalda sulla primavera”. Ho continuato a cercare e questa sulla domenica che ho trovato mi è sembrata assurdamente fuori tempo.








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