Torneremo ad abbracciarci?
Oppure la regola della distanza sociale che osserviamo con un
certo scrupolo lascerà poi un minuscolo sedimento da qualche parte nel cervello,
una volta che tutto sarà finito?
Chi può dirlo!
“Distanza sociale”?.
Beh, non possiamo starci troppo vicini e sono orami molti gli
eventi culturali irrimediabilmente annullati e allora qualcuno si è inventato il www.socialdistancingfestival.com/
e, cercando qua e là, ho scovato le immagini della fotografa messicana Carol Espíndola.
Doppia passeggiata. Una ieri sera dopo cena con il vento che
tirava un pochetto e il freddo che ti costringeva a tirare su il cappuccio del
giubbetto e ad accelerare il passo. Ed una oggi dopo pranzo con un sole
piacevole che, al contrario, invitava ad indugiare; magari sedendoti sulle
panchine. Ma oggi la “distanza sociale” non era soltanto una regola autoimposta
di buona igiene, ma anche prescritta, la cui inosservanza sanzionabile dalla
polizia che continuava a girare e ad avvisare attraverso il megafono che no,
non si esce per prendere il sole. Anche se è primavera e c’è un sole che scalda
l’anima.
Già, primavera. Ieri me n’ero completamente dimenticato. Immagino
di non essere stato il solo. Anche se poi oggi quando ho realizzato del
passaggio di stagione sono andato a cercare su Google “foto primavera” e non c’è
dubbio che il famoso motore di ricerca ha affinato assai gli strumenti per
restituirci quello che cerchiamo. Ma abbiamo ancora qualche speranza se pensiamo
che tra le foto recuperate ce ne sono tre che in effetti sono attinenti zero.
Tra le ricerche suggerite c’era anche “le frasi di Mafalda sulla
primavera”. Ho continuato a cercare e questa sulla domenica che ho trovato mi è
sembrata assurdamente fuori tempo.




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